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Introduzione:  importanza della fascia.

La FASCIA, il nostro organo, a molti sconosciuto, dimenticato, poco studiato, da qualcuno considerato troppo semplicemente solo come un tessuto che ricopre ed avvolge i muscoli.
La Fascia in realtà è molto di più: simile ad  un' unica “rete”, presente sotto la pelle da cima a fondo del nostro corpo, avvolge, sostiene, separa, unisce, protegge, fornisce coesione ad  ossa, organi, muscoli, nervi, vasi, si espande all'interno del muscolo fino a livello cellulare
e
partecipa attivamente al gesto motorio.

La fascia è il vero organo armonico, una sorta di direttore d’orchestra del nostro corpo.

Molti fattori quali stress fisico o emotivo, traumi, sovrauso di un gesto motorio nello sport,  lavoro o vita di tutti i giorni, sport asimmetrici, errate abitudini quotidiane di postura a casa o al lavoro, errato regime alimentare, permanenza in condizioni ambientali sfavorevoli, possono provocare ad una densificazione della fascia ed un suo irrigidimento con conseguenti dolori, contrazioni, tensionamenti, rigidità e limitazioni del movimento, disfunzioni degli organi.

Riassumendo si può dire che ci sono tre principali fattori che irrigidiscono la fascia:
meccanico (sovrauso, errata esecuzione di movimenti)
chimico (alimentazione)
psico - fisico (stress, emozioni - freddo).


A cosa serve e che cos'è la fascia connettivale ( tessuto connettivo)?
Pensiamo ad un robot di ultima generazione: la struttura portante e le articolazioni sono molto simili al nostro scheletro ed organi meccanici rimpiazzano degnamente i nostri muscoli e legamenti. C'è però ancora una grande differenza tra uomo e robot :  l'armonia dei movimenti. Al robot manca la fascia connettivale!
La fascia connettivale superficiale è una membrana che si stende su tutto il corpo e ne riveste circa il 70% in un' unica "rete" dalla testa ai piedi, ed è presente dalla nascita alla fine della nostra vita. Il tessuto connettivo costituisce circa il 16-20% del peso corporeo, immagazzina il 23% del contenuto totale di acqua ed è un componente anatomico particolarmente rilevante nella determinazione della postura di ognuno di noi. Non esiste una zona del corpo senza la presenza di tessuto connettivo.
Le considerazioni + intriganti della fascia sono state fatte dopo che si è capito che essa partecipa attivamente al gesto motorio.  Il cervello non controlla da solo tutte le variabili che ci sono in un gesto motorio. Queste variabili possono essere coordinate dalla fascia che si espande all'interno del muscolo e riceve la contrazione della singola fibra muscolare.

Abbiamo bisogno di pensare con sensazioni nei nostri muscoli.
Albert Einstein (1879-1955)


Pìù questa membrana è tesa e meno coordinati saranno i movimenti.
Benchè con l'apporto della ricerca la situazione stia cambiando rapidamente, la stragrande maggioranza del pubblico basa ancora la sua opinione riguardo alla struttura ed al movimento sulla limitata idea che " i muscoli sono attaccati alle ossa" .

Alcuni filmati:

La fascia dal vivo  !!

 

Traduzione:
Vorremmo presentarvi un'aspetto unico del corpo umano che fino ad ora ha ricevuto poca attenzione. Il tessuto di cui parleremo è simile ad una rete, che riveste ogni organo e muscolo. Utilizzando una videocamera speciale un chirurgo francese è stato in grado di riprendere questo tessuto ad un'eccezionale risoluzione.Fino ad oggi si pensava che fosse solo una copertura, ma recenti ricerche scientifiche hanno dimostrato che è molto di più e può essere anche una fonte di dolore per il corpo. Il macellaio taglia questo tenero tessuto avvolgente che nel corpo umano è stato per molto tempo sottovalutato. Questa meraviglia si chiama Fascia ed è ciò che ci tiene assieme. Un tessuto connettivo che ora sta attirando l'attenzione degli scienziati. La fascia gioca un ruolo fondamentale nella trasmissione muscolare della forza, ed è un organo sensoriale, veramente uno dei più ricchi ed importanti dal punto di vista della percezione del corpo. Alcuni fattori provocano disfunzioni a livello fasciale con conseguenti dolori cronici.Anche quando rimossa dal corpo la fascia ha dimostrato di avere la capacità di contrarsi e rilassarsi in modo indipendente.Per gli scienziati dell'Universita'  di Ulm, nella Germania meridionale, questa e' una precisa indicazione che tensione e dolore possono aver origine nella fascia. Il sistema della fascia è presente in ogni muscolo e organo e partecipa in ogni movimento del corpo, contiene nervi e vasi sanguigni; il tessuto è attraversato da un fluido che permette a questa rete di funzionare in modo idraulico.La fascia puo' formare adesioni, subire rotture e produrre contratture tessutali complesse. Per portare una fascia molto contratta a rilassarsi di nuovo possiamo intervenire con massaggi manuali. Poiché questo tessuto si trova subito sotto la superficie della pelle può essere manipolato dall'esterno;  il metodo di integrazione strutturale (Rolfing
®) è un tipo di manipolazione che usa la pressione sul corpo ed è indicata in particolare per problemi e dolori al collo ed alle spalle ed altri di origine muscolo. Questa tecnica molto spesso aiuta quando c'è la presenza di disordini di tipo muscolo-scheletrico, sensazioni di rigidità e quando si ha la tipica sensazione di essere "bloccati".  I professionisti del Rolfing utilizzano tecniche manuali per migliorare  il funzionamento della fascia e sono molto esperti nel lavorare in questo ambito.


Un importante centro dove si studia la fascia:

Riassunto tradotto:
Fascia, un sistema da studiare in modo appropriato perché causa dolori e disfunzioni quando non funziona in modo appropriato. Non sono state fatte ricerche sul tessuto connettivo quasi per niente negli ultimi cento anni. Qui vediamo due lunghe porzioni di fascia prelevate dalla muscolatura di un topo. Il punto interessante che stiamo studiando oggi è come la fascia reagisce a stimoli di tipo meccanico, (manipolazione) in un trattamento di pochi minuti o ore e come accresce o decresce il suo tono. Sotto una pressione meccanica dopo pochi secondi o minuti di trattamento si sente come se il tessuto connettivo si "sciolga" sotto le nostre dita diminuendo la sua tensione. Siamo così contenti di continuare i nostri studi su questo argomento, anche con un tempo così bello fuori dal laboratorio. Può sembrare sorprendente ma stiamo entrando in un territorio di studio ancora sconosciuto con così tanti aspetti da analizzare e da scoprirne i funzionamenti.


La fascia ed il concetto di "Tensegrità"

Spiegazione:
Nel prossimo video Tom Myers (www.anatomytrains.com) ci spiega molto semplicemente, con l'ausilio di un modellino, il concetto di "Tensegrità".  Abbiamo interpretato le parole del suo video in questo modo:

"....la maggior parte di noi pensa al nostro corpo come ad una struttura simile a quella di una costruzione in cui i mattoni sono uno sovrapposto all'altro per formare i vari piani. Così crediamo che lo scheletro sostenga una struttura a blocchi in cui la testa è sopra il collo, che a sua volta è sopra alle spalle, al torace, all'addome, al bacino e così via. Il tutto considerato come un sistema di continua compressione dall'alto verso il basso. In realtà non consideriamo che senza la presenza dei tessuti molli l'intero scheletro cadrebbe a terra. Il modellino che ci presenta è un insieme di bastoncini tenuti insieme da alcuni fili elastici. La particolarità sta nel fatto che i bastoncini creano una struttura anche se non si toccano tra di loro. Il nostro corpo è molto simile a questo modellino in quanto se eliminiamo i tessuti molli (gli elastici) tutte le ossa cadono a terra. Siamo abituati ad immaginare il nostro scheletro in piedi, come lo vediamo nei modellini di anatomia, ma le cose non stanno affatto così. Le ossa sono sorrette dai tessuti molli così come gli elastici tengono insieme i bastoncini. Ma il concetto più importante che il modellino ci insegna è che se si  sposta o tira il capo di un bastoncino, automaticamente si crea una deformazione dall'altro lato. Così succede anche nel nostro corpo: se per qualche motivo si crea un accorciamento in un lato, automaticamente portiamo in tensione molte altre zone collegate e ciò può provocare dolore.
Così è possibile avvertire un dolore al collo, ma in realtà la causa è il fondo schiena. Alcune tecniche vengono utilizzate per per portare le ossa nella loro giusta posizione, ma spesso posture, traumi, lesioni di vecchia data modificano i tessuti molli in tale modo che ben presto tendono a riportare le ossa fuori posizione. Quindi, ove possibile, ciò che bisognerebbe fare è rimettere a posto l'intero sistema miofasciale del corpo così che le ossa possano rimanere a posto.....


Altre informazioni riguardo al concetto di tensegrità (in lingua inglese)
a questo link:
http://www.biotensegrity.com/

Il medico osteopata John Upledger descrive la fascia come          
un labirinto che permette di spostarsi da un punto qualsiasi
del corpo ad un altro  senza mai allontanarsene
(trad. it. Terapia craniosacrale, Red edizioni, Como, 2007)

Cos'è il rilascio miofasciale

"mio" deriva dal latino e significa muscolo. La fascia connettivale ed i muscoli costituiscono, a livello anatomico e funzionale, il sistema miofasciale. In questo sito web si possono trovare molti argomenti correlati alla fascia; per quanto riguarda il rilascio miofasciale vengono presi in esame tecniche ed esercizi che possono essere eseguiti a domicilio utilizzando alcuni semplici ed economici prodotti. Rilascio Miofasciale è il risultato dell’applicazione di una o più tecniche di massaggio che usano la pressione sul corpo intero per curare, alleviare ed eliminare il dolore. Contemporaneamente si interviene sul gesto motorio ed altre componenti, utili ad esempio per la performance sportiva. Con il rilascio miofasciale si va a diminuire la pressione nella fascia fibrosa del tessuto connettivo che riveste completamente i muscoli di tutto il corpo. Le guaine di questo tessuto connettivo denso ed elastico intessono i vasi, le ossa e anche i nervi, formando un'intricata rete tridimensionale che sostiene gli organi e le articolazioni dalla testa ai piedi e agisce come un assorbente degli shock che il corpo subisce.
La fascia si contrae e si compatta in risposta a qualsiasi tipo di stress fisico, emotivo, ambientale. In queste condizioni la pressione nella sostanza cristallina che compone la fascia determina la formazione di fibre che possono sovrapporsi ed aderire una all'altra. La tensione cronica che molte persone avvertono nella zona delle spalle, ad esempio, è molte volte prodotta da un'adesione della fascia ai muscoli interessati, difficile da eliminare con un po' di stretching. Le aderenze che si verificano in un punto , possono poi produrre tensioni anche in zone ben distanti; la rete fasciale, infatti, connette tra loro tutte le zone del corpo. Così un dolore alla mano può essere provocato da aderenze che si verificano a livello del collo.

Come funziona?

Il trattamento di rilascio miofasciale è basato sull'idea che le restrizioni fasciali possano disallineare il corpo e vincolare il tessuto esercitando anormali pressioni e tensioni con conseguente dolore. La fascia collega ogni organo e tessuto del corpo ad ogni altra parte. Il trattamento di rilascio miofasciale produce positivi e profondi effetti in tutto il corpo.  Quando articolazioni e fascia sono rigide, il sistema nervoso non riesce a coordinare il movimento in modo fluido ed efficiente. L'osteopata, il fisioterapista,il massaggiatore specializzato, con l'utilizzo delle mani, riesce ad andare oltre la zona superficiale della fascia e separare le catene muscolari tra di loro e dalla fascia. Il trattamento di rilascio miofasciale eseguito dal terapista prevede la partecipazione attiva del paziente nel determinare la direzione, la durata e l'intensità dell'applicazione manuale. Quindi nella seduta si instaura un rapporto di collaborazione terapista-paziente ed è proprio quest'ultimo che deve trasmettere al terapista le sensazioni che sta provando nel suo corpo. Chi vuole approfondire l'argomento legga la pagina cliccando sul link interno del sito  "Tecnica passivattiva" nello scollamento miofasciale. (2,9Mb per il download).

La pressione lenta,costante sulla fascia permette a quest'ultima di ammorbidirsi per una combinazione di risposte meccaniche, biochimiche e neurologiche che sono tutt'ora in fase di studio.
Il rilascio miofasciale è usato per trattare un ampio elenco di sofferenze dolorose che colpiscono i muscoli ed i tessuti connettivi:

- Fibromialgia - Sindrome da dolore miofasciale cronico - Sindrome da fatica cronica - Mal di schiena - Torcicollo - Postura scorretta - Dolore sacro-iliaco Scoliosi - Mal di testa - emicrania, sinusite o da tensione muscolare - Disfunzione dell'articolazione temporo-mandibolare - Tinnito auricolare (ronzio nell'orecchio)- Problemi neurologici - Spasmi/spasticità - Sindrome del tunnel carpale - Traumi sportivi - Restrizioni nei movimenti - Cicatrici o tessuto cicatrizziale da traumi o interventi chirurgici - Fascite plantare- Spalla congelata


Non si può certo affermare che il rilascio miofasciale ottenuto a domicilio tramite l'utilizzo del Foamroller, delle palle, o altri strumenti, risolva da solo tutte le patologie sopradescritte. Può però essere un valido aiuto.

Riflessioni:

Mentre i muscoli di solito rispondono  a spinte forti, da massaggio, la fascia risponde a un tocco molto più delicato; il rilascio miofasciale lavora su una fascia più ampia di muscoli e di tessuto connettivo.
Il rilascio miofasciale è una terapia per il corpo intero. ll sistema miofasciale forma una rete continua dalla testa ai piedi
. Un problema in qualsiasi parte del sistema può portare ad effetti di grande estensione in altre parti del corpo. Ciò aiuta a spiegare combinazioni apparentemente inspiegabili di dolori e lamenti di molti individui. Molto spesso i sintomi dolorosi succedono in quelle che potrebbero essere considerate regioni del corpo senza nessun rapporto. Sicuramente possiamo dire che alla base del rilascio miofasciale c'è la considerazione che


IL CORPO È UN' UNITÀ SENZA CUCITURE

in cui nessuna  parte è separata dall'altra


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